L’importanza di parlare ad altezza di bambino.

Ciao a tutti,

oggi vorrei introdurre un argomento che mi sta particolarmente a cuore; l’importanza di comunicare ad altezza di bambino.

Non è facile essere bambini. Ci sono situazioni nuove da affrontare, bisogna imparare a relazionarsi con i coetanei, esplorare il mondo circostante, conoscerlo e molto altro ancora. Insomma essere bambini è davvero faticoso. Ecco perchè è un aiuto molto importante, sia a livello pedagogico che comportamentale, mettersi alla loro altezza quando si vuole dialogare con loro.

Ci sono diversi benefici che il bambino può acquisire con questa modalità di comunicazione. Vediamone alcuni:

  1. Promuovere l’autostima: l’autostima si costruisce fin da piccoli, essa è il valore che ogni soggetto attribuisce a se stesso tramite i rimandi della persone significative. L’inserimento scolastico comporta nuove figure con cui rapportarsi ed è visto come un “momento spartiacque”. L’adulto che si può aiutare il bambino parlando alla sua altezza. Questo genera fiducia nei confronti dell’adulto e il bambino si sentirà più propenso a dialogare e ad ascoltare. Inoltre la relazione con i coetanei sottolinea un evento importante per lo sviluppo del bambino.
  2. Genera una comunicazione affettiva: stare ad altezza di bambino genera un senso di appartenenza non indifferente nel bambino. Il sentirsi parte di qualcosa di importante e di unico, inoltre, genera reazioni affettive ed emotive nel bambino. La comunicazione affettiva è un tipo di comunicazione differente rispetto alla comunicazione in generale. E’ la comunicazione che avviene all’interno delle relazioni affettive. Le relazioni affettive sono particolari, diciamo con “un occhio di riguardo”.
    Attraverso l’aiuto dell’adulto che è li con lui, il bambino è in grado di esprimere al meglio le sensazioni/ emozioni che prova, generando una comunicazione affettiva a tutti gli effetti. Credo che al giorno d’oggi esprimere affetto all’interno di una comunicazione sia limitato ai famigliari e a poche persone. Le emozioni a volte sono sopravvalutate.
  3. Acquisire fiducia quando ci si esprime: con i bambini è importante porre le domande giuste per avere risposte esaustive. I bambini soprattutto tra i 3 e i 6 anni spesso rispondo con “non lo so”. Per evitare questo è più corretto porre domande specifiche: Come è andata oggi pomeriggio? Che favola vuoi questa sera Biancaneve o Cenerentola?. Quando i bambini iniziano a raccontare le loro cose è importante dargli attenzione, ascoltarli e guardarli dal loro punto di vista. Guardare negli occhi un bambino significa fermarsi proprio per ascoltare quello che ha da dire, di conseguenza egli potrà avere più fiducia nell’esprimersi perchè sa che l’adulto è sempre li pronto ad ascoltarlo e ad aiutarlo.
  4. Dimostrare che quel che dice è importante: in quel momento l’adulto che vuole dialogare con il bambino si ferma e concentra la sua attenzione solo su di esso. Mentre il bambino parla con l’adulto si renderà sempre più conto che egli è li per lui, che tiene a lui e sopratutto tiene a ciò che pensa e a ciò che vive all’interno di quel contesto. Questa premura nel confronti del piccolo crea fiducia, empatia e coraggio. Personalmente credo che darsi del tempo per ascoltare ciò che un bambino ci vuole dire sia fondamentale per entrare davvero in relazione con lui e vedere il mondo dalla sua prospettiva.
  5. Instaurare un rapporto alla pari: parlare ad altezza di bambino infonde nel piccolo un senso di sicurezza e di tranquillità. Parlando alla sua altezza egli si sentirà più sicuro nell’esprimere emozioni e sentimenti anche quelli non positivi.
  6. Promuovere un’intelligienza emotiva: imparare a riconoscere, a distinguere le diverse emozioni proprie e degli altri non è per niente facile, sopratutto se si è bambini. Sviluppare l’intelligenza emotiva implica che l’adulto di riferimento esprima chiaramente le proprie emozioni. Solo cosi il bambino comprenderà e imparerà a conoscere le sue emozioni.
  7. Stabilire una relazione empatica: è importante giocare e lavorare con i bambini sul concetto di “mettersi nei panni di”, sopratutto se si vogliono affrontare argomenti delicati vissuti dentro o fuori dalla classe. Questo permetterà al bambino di iniziare a conoscere e riconoscere le emozioni che vive in prima persona, che vede nel gruppo dei pari o negli adulti di riferimento. Attraverso lo sviluppo dell’empatia il bambino crescendo sarà in grado di creare legami duraturi e di avere una maggior consapevolezza di ciò che prova.
  8. Insegna a relazionarsi con calma e serenità: ogni bambino ha bisogno di capire cosa succede attorno a lui; sopratutto quando la situazione è poco chiara o quando non è riuscito a portare a termine un compito, e magari sta vivendo una situazione di frustrazione. E’ di conseguenza molto importante parlargli con voce leggera, calma e rilassata per far si che il bambino capisca la situazione vissuta nel migliore dei modi. Egli acquisirà questo metodo di relazionarsi e cercherà di utilizzarlo anche con i compagni/amici.
  9. Imparare a mantenere il contatto visivo: non è facile guardare negli occhi un adulto, soprattutto se l’adulto è un insegnante o un genitore. E’ importante andare incontoro al bambino, ma senza invadere troppo il suo spazio, ia particolare se il bambino è timido. Ricercare il contatto visivo con un bambino crea si empatia, ma anche coraggio e infonde tranquillità. Non è scontato guardare negli occhi l’altro. Con i bambini usare questa dinamica può sviluppare diverse abilità sia emotive che empatiche. Per stimolare e mantenere il contatto visivo durante il dialogo è possibile fare delle smorfie, giocare con gli occhi, fare delle carezze…
  10. Esercita a mantenere la concentrazione: dialogare con un bambino a pochi centimetri di distanza induce ol bambino a mantenere la concentrazione dato che l’adulto è esattamente di fronte a lui. Mantenere la concentrazione può essere semplice, ma anche faticoso a volte. Durante il dialogo con il bambino se egli si distrae potete ricercare lo sguardo, toccargli le mani o la spalla, farlo ridere. Questo fa si che il bambino si concentri, prima di tutto su ciò che sta dicendo l’adulto e successivamente mantiene la concentrazione per tutto il tempo.

Questa è solo una traccia che potrebbe essere utili a genitori o insegnanti quando si rapportare con i propri alunni/figli. Non è facile mantenere la calma in alcune situazioni, ed è veramente uno sforzo per noi. Se vogliamo che i bambini apprendiamo stili di comunicazione, stili comportamentali positivi, lo sforzo vale!! Questi benefici non devono essere inseriti tutti insieme in una conversazione, ma in base a ciò di cui ha bisogno il bambino in quel momento.

a presto con nuovi articoli e curiosità.

Laura B.

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