E’ stato deciso dalla normativa del gennaio 2021 che nella scuola primaria si debba passare ad un sistema valutativo non più numerico ( da1 a 10), ma attraverso i cosidetti “giudizi”. Ma cosa sono i “giudizi”?
I giudizi li protremmo definire come delle valutazioni trasparenti, cognitive e sociali basate su ogni singolo bambino. Attraverso questi giudizi si mettono in evidenza i risultati degli apprendimenti.
Questo cambiamento dopo decenni di votio decimali ha destato stupore e incertezza in molti insegnanti e genitori. La motivazione principale di questo cambiamento sta nell’innovazione dell’azione didattica che non è orientaa solo all’apprendimento di nozioni, ma allo sviluppo cognitivo, relazionale e sociale di ogni singolo alunno.
Le competenze e gli obiettivi non sono più codificabili in termini preconfezionati dei classici “livelli di apprendimento” (avanzato, intermedio, base..), ne con i voti decimali a cui eravano tanto abituati.
L’unica formula di valutazione concessa è quella di tipo descrittivo delle competenze del bambino, come relazione sui traguardi/obiettivi conseguiti e dalla lacune che bisogna superare.
Non si ono giudizi generici o standardizzati da riportarem ma un bravo insegnante sa usare parole giuste per ogni suo alunno presente all’interno della classe.
Questo cambiamento può portare nei bambini una diversa visione della scuola. In primo luogo il non sentirsi giudicati o etichettati da un numero, ma sopratutto il cambiamento è rendere consapevole il minore sulle proprie potenzialità e lacune.
Il giudizio permette di lavorare con l’insegnante su ciò che non si ha ancora appreso fino in fondo.
Inoltre crescere, formarsi in una scuola primaria senza la constante agitazione del voto permette ai bambini di esprimersi liberamente nel bene o nel male. Non essendoci dell e”etichette” numeriche la relazione tra i compagni verrà importata su aspetti diversi, come ad esempio la richiesta d’aiuto nel finire un compito, oppure migliorare i lavori di gruppi. Credo che un altro aspetto nolto importante sia l’impossibilità nel primeggiare su determinati compagni rispetto ad altri o viceversa perchè in questa tipologia di scuola non vi è la possibilità. La relazioni tra i compagni di classe non vivrà mai il concetto del “io sono più brava di te” o “hai preso un brutto voto” , ma vi sarà sempre un aspetto di collaborazione tra i bambini.
“Ma senza i voti come capisco se mio figlio va bene o male a scuola?” Questa è la domanda più gettonata dai genitori durante i colloqui con gli insegnanti. Non c’è bisogno di angosciarsi con i voti, perchè i giudizi descrivono opgni obiettivo raggiunto dal bambino durante l’anno e sottolineano quelli che invece hanno ancora bisogno di lavoro.
Girando diverse scuole ho potuto notare come i bambini che hanno questa impronta valutativa siano molto più sereni e tranquilli, inoltre non hanno pensieri sui brutti voti come ad esempio “se prendo un brutto voto non posso giocare a calcio”, ma la loro concentrazione è solamente quella di apprendere cio che l’insegnante spiega.
Personalmente vedo positivamente questo cambiamento, vedo come l’apertura al dialogo e la possibilità di far partecipare attivamente il bamnino al suo stesso apprendimento sia una crende possibilità di crescita e di responsabilità nei confronti dei suoi doveri scolstici.
A presto con nuovi articoli
LB